Le Cinque Terre

  Cinque Terre di meraviglia di Luciano BONATI

Un territorio unico e sorprendente
A unique and amazing land

Conosciute dai Romani, dagli Etruschi, forse dai Greci. Terre sul mare aspre, i monti ripidi ("montes precipietes") subito addosso alle scogliere. Questo il volto antico ed attuale delle Cinque Terre. Meno antico il nome, essendo stato introdotto nella toponomastica ligure verso il 1448 da una descrizione dello storiografo della Repubblica di Genova, Jacopo Bracelli: "Haec quinque loca vocantur quinque terre".
Erano i tempi in cui, diminuito il pericolo delle scorrerie saracene per la presenza di flotte genovesi e pisane, i contadini, scesi dalle alture, proseguirono fino in riva al mare i terrazzamenti dove impiantare la vigna, in tal modo completando quel lavoro ciclopico che ha mutato l'ambiente naturale in un'opera dell'uomo. Una ricostruzione del territorio che susciterà I'ammirazione dei viaggiatori compreso il Petrarca. Accanto all'immagine di un paesaggio inusitato ha viaggiato la celebrità dei vini noti ... "sino in Britannia"  e che deliziavano le mense dei re e dei Papi.
Merita citazione un passo della novella del Boccaccio (Decameron) in cui si narra dell'Abate di Cluny fatto prigionero da Ghino di Tacco. Sofferente di mal di stomaco, il prelato fu guarito dal suo carceriere che ogni mattina "gli recava, in una tovagliula bianchissima, due fette di pane arrostito ed un bicchiere di Vernaccia di Corniglia".
Ecco due delle Cinque Terre: VERNAZZA e CORNIGLIA.
Le altre sono Riomaggiore (che leggenda vuole fondata da profughi ellenici), Manarola e Monterosso. Terre con modesti commerci di uve e di vini, rimaste appartate sino alla costruzione della ferrovia Genava - Roma (1860 - 1870) e beneficiate di una strada neppure 50 anni fa. La crescita della loro fama si rapporta alla cessazione del secolare isolamento.Conosciute nel mondo e visitate in ogni stagione per la spettacolare coniugazione dell'ambiente naturale con il lavoro del vignaiuolo.
Ma altresì per i beni architettonici, artistici e storici di cui sono custodi e che hanno contribuito alla loro proclamazione a "patrimonio dell'umanità"  da parte dell'Unesco.
Può risultare utile una breve scheda di queste terre, così come il suggerimento della via piu breve per arrivarci. ll mezzo consigliato è il treno cui si affianca un buon trasporto marittimo stagionale che fa capo principalmente a La Spezia, a Lerici, a Portovenere, e a Monterosso.
L'auto privata può imbattersi in diffcoltà di parcheggio.
Una volta a destinazione I' "esperienza Cinque Terre" può diventare davvero appagante se affidata all'escursionismo, innanzitutto sfruttando il sentiero panoramico, seppure faticoso, che collega le 5 borgate. Un saliscendi tra uliveti e vigneti costantemente al cospetto del mare. Famoso nel mondo il primo segmento di questo suggestivo itinerario: la Via dell'Amore scavata interamente nella roccia sopra le scogliere di Riomaggiore e Manarola, tra il 1926 e il 1928.
Da Riomaggiore può partire il nostro viaggio alla scoperta delle 5 terre con la precisazione che al turista che vuole aggiungere ingredienti al piatto forte della natura si offre la possibilità di ammirare testimonianze pregevoli di architettura civile e religiosa. 
A Riomaggiore, ad esempio la parrocchiale di S. Giovanni Battista e il santuario in alto sul colledi Nostra Signora di Montenero. A Manarola spicca il duomo di S. Lorenzo; a Comiglia la parrocchiale intitolata a S. Pietro, in stite Gotico. Questa chiesa è impreziosita in facciata da un rosone di marmo bianco eseguito nel 1351 dagli artisti pistoiesi Pietro e Matteo da Campiglio.
La parrocchiale di S. Margherita di Antiochia, a Vernazza, campanile a pianta ottagonale, risale al 1318 e riecheggia lo stile romanico-genovese.
Ammirevole altresì il recuperato castello ed una torretta.
Nella geografia addolcinata di Monterosso che disegna le uniche vere spiaggie delle 5 terre, spiccano la medioevale torre Aurora e la chiesa parrocchiale del 1282, dedicata a S. Giovanni Battista.
Oggi purtroppo, tutto l'ampio anfiteatro delle Cinque Terre formato dalle fascie vignate, sorrette da chilometri di muri a secco, ha perduto gran parte dei suoi gradini. Scomparendo, infatti, il contadino, artefice del lavoro e della manutenzione, l'equilibrio del paesaggio artificiale ha preso a guastarsi fortemente.
Le frane travolgono  muri e vigne, la macchia si riappropria del coltivo, gli infestanti pini scendono fino alle scogliere. Per questo le Cinque Terre, che vivendo di  turismo, hanno necessità di conservare i propri connotati, lanciando un grido di allarme, che fortunatamente non e rimasto inascoltato. L' Unesco le ha nominate Patrimonio dell'Umanità.
Lo scudo protettivo si e inoltre rafforzato con I'istituzione recente della Riserva marina e del "Parco Nazionale delle Cinque Terre". 
Una protezione, replicano tuttavia i cinque paesi che non deve esaurirsi in una rigida opera di salvaguardia, bensì contenere anche iniziative di sviluppo compatibile.
Altrimenti non sarà garantita la sopravvivenza di questo ambiente naturale - artificiale irripetibile.